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Andamento settore automotive italiano 2024: fatturato in calo e produzione ai minimi storici

L'industria automotive italiana affronta un periodo critico: calo della produzione e delle immatricolazioni nel 2024. Approfondisci le cause e le prospettive future.
Periodo difficile per l’automotive, in Italia soprattutto. I dati sono tutt’altro che positivi e le prospettive future parecchio complesse. Cerchiamo di capire insieme la fase delicata che questo comparto così strategico sta attraversando e l’andamento avuto in passato.
Produzione di veicoli e immatricolazioni in calo nel 2024
Secondo i dati ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), nel mese di febbraio 2025 in Italia sono state immatricolate circa 138 mila autovetture, in calo del 6,3% rispetto allo stesso mese del 2024, e nel cumulato bimestrale, a gennaio e febbraio 2025 le immatricolazioni sono state 271.710, in calo del 6,1% rispetto all’anno precedente.
Non solo, nell’intero 2024 la produzione dell'industria automotive italiana ha registrato un decremento del 22,7%, con l’indice della produzione di autoveicoli* in calo del 29,1%; l’indice della produzione di carrozzerie R&S in aumento del 5,5%; l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli in calo del 20,5%.
Il fatturato del settore automotive nel 2024 è, inoltre, in diminuzione del 14,7% a livello tendenziale annuo, come conseguenza del calo del 16,9% nel mercato interno e del calo del 12,6% sul mercato estero. Nel dettaglio, la fabbricazione di autoveicoli genera un fatturato complessivo in diminuzione del 15,9% nel 2024 (-13,6% per il mercato interno e -17,6% verso quello estero); il fatturato della fabbricazione di carrozzerie, rimorchi e semirimorchi risulta in calo dello 0,7% (con -1,9% sul mercato interno e +1,1% su quello estero); la fabbricazione di parti per autoveicoli e loro motori presenta un fatturato in calo del 18,0% nel mese, con il fatturato in decremento del 14,4% (-24,3% per il mercato interno e -2,3% per l’export).
Se questa è la situazione italiana, in base all’analisi di Allianz Trade, non va molto meglio nel resto del mondo e in particolare in Europa. Il 2024 è stato, infatti, un anno particolarmente duro per l’industria automobilistica globale. Dopo una crescita del +10% nel 2023, le immatricolazioni di veicoli hanno registrato un +1,7% nel 2024, con una previsione di crescita globale di circa +2% per il 2025. In questo scenario, l’Europa ha risultati più contenuti (+1,5%) rispetto alla Cina (+4%) e agli Stati Uniti (+2,5%). Anche la mobilità elettrica, che altrove sta trainando il mercato (in Cina le vendite sono in crescita del 40% nel 2024), in Europa stenta a decollare.
Crollano il fatturato e la marginalità del mercato della componentistica
Considerando l’intera filiera, il report PwC Strategy&, pubblicato a febbraio 2025, ha evidenziato come il mercato della componentistica in Italia (settore che vale oltre 60 miliardi di euro) è stato impattato negativamente dal calo dei volumi di produzione di veicoli in Europa e in Italia, portando a una riduzione di fatturato e margini dei fornitori automotive.
Nello specifico, analizzando i risultati dei primi 315 operatori del settore, lo studio evidenzia come il mercato abbia registrato nel 2024 un calo di fatturato del 6% rispetto all’anno precedente e una riduzione della marginalità di circa il 20% a livello di EBIT margin, attribuibile principalmente alla difficoltà nell’assorbire i costi fissi a seguito del calo di fatturato.
Il costo del venduto, invece, continua a rimanere al di sopra dei livelli pre-pandemia a causa del costo crescente delle materie prime che necessariamente va a influire sul prezzo di vendita.
L’aspetto più preoccupante è che PwC Italia si aspetta che le attuali condizioni critiche per il mercato della componentistica automotive in Italia possano continuare anche nel 2025 per effetto del calo della produzione di veicoli in Europa, che si stima possa scendere di oltre il 4% rispetto al 2024.
Non solo, il report evidenzia come nel nostro Paese la produzione di veicoli sia ai minimi storici rispetto agli ultimi 25 anni e nessuno dei principali 10 modelli di auto che saranno venduti in Europa nel prossimo biennio sarà prodotto nel nostro Paese.
A rendere ancora più complessa la situazione è la diffusione della mobilità elettrica, che mette sotto forte pressione la produzione e la reddittività dei fornitori italiani più legati al motore endotermico. In particolare, PwC stima che il mercato della componentistica legato all’endotermico possa quasi dimezzare dal 2024 al 2030, a fronte di una crescita prevista di circa il +30% annuo per la componentistica relativa alle motorizzazioni elettriche. Ma come abbiamo già detto, l’elettrico in Italia e in Europa sta prendendo piede più lentamente che altrove.
L’Italia deve investire in innovazione per tornare competitiva in Europa
Sebbene il comparto sia composto da realtà molto diverse fra loro, abbiamo cercato di tratteggiare le caratteristiche principali delle aziende del settore attraverso l’elaborazione dei dati della piattaforma di business information Margò di CRIBIS.
Partiamo dalla distribuzione geografica. Il maggior numero di imprese di questo mercato si trovano in:
- Lombardia (15,5%)
- Campagna (10,7%)
- Lazio (10,2%)
- Piemonte (8,5%)
- Sicilia (8,1%)
- Puglia (7,4%)
- Veneto (7,3%)
- Emilia-Romagna (7%)
Quanto alla forma giuridica, trionfa l’Impresa individuale 52,7%, mentre seguono a distanza le Società di capitali (30,4%) e le Società di persone (16,7%).
La battuta di arresto del 2024 si inserisce in un andamento positivo del settore dal 2021 al 2023, periodo di tempo in cui il fatturato è costantemente cresciuto, anche in virtù dell’aumento dei prezzi di vendita:
- 158.026.827.803 € nel 2021
- 171.687.159.601 € nel 2022
- 198.373.252.020 € nel 2023
Pure il numero degli addetti è cresciuto negli ultimi anni, anche se a un ritmo decrescente:
- 280.203 nel 2022
- 297.058 nel 2023
- 301.116 nel 2024
Con score di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione troppo bassi per continuare ad essere competitive in un mercato sempre più globalizzato, alle imprese del comparto non resta che puntare sull’elettrico, la tecnologia e la qualità per mantenere alto il nome dell’automotive Made in Italy, settore in cui, non dimentichiamolo, l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano in passato.
* L’indice della produzione industriale misura la variazione nel tempo del volume fisico della produzione effettuata dall’industria in senso stretto.

L'AUTORE
Niccolò Zuffetti
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
Head of Marketing, CRIBIS
Marketing Manager di CRIBIS, sin dall’inizio della carriera professionale si è dedicato al coordinamento di progetti di supporto decisionale per la valutazione del merito creditizio, gestione della clientela e ampliamento del business per grandi aziende italiane e per il mercato B2B. Oggi coordina le attività di Marketing e Telemarketing.
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